Non è serpe, né tigre in queste piaggie,
Né serà alcuna in questi alpestri monti,
Né sì gloriose ninfe in questi fonti
Che già del mio dolor pietà non aggie.
Non è gente de stil tanto selvaggie,
Che vedendo i martir fin al ciel gionti,
E prima che i sospir mei gli racconti,
Che pietà al lacrimar non li subtangie.
Ma voi, fenice mia, che in mezo al sole
State a mirar la mia angosciosa doglia
Nulla v'incresce se 'l mio cor si dole.
Pensative che 'l tempo e verno spoglia
La terra de' bei fior, rose e viole,
Però cambiate ormai la cruda voglia.