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1466–1500

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Serafino Aquilano

Or son queste contrate chete e sole, Ognun gli affanni suoi dormendo oblia, Ognun riposa, e la nemica mia Si sogna esser crudel, com'ella suole.

E s'è pur desta al suon di mie parole, Da l'indurate orecchie le disvia, Per non aprire a la pietà la via, Ché, contra 'l suo voler, di me si duole.

Chi non si duol di me? che sospirando, Languendo, ardendo mi lamento e lagno, Del proprio cor mi pasco desiando? D'una pioggia di lacrime mi bagno,

E sempre sol mi trovo, si non quando Con alcun fuor di speme m'accompagno.

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