Questi che peregrin immoto guati
Marmi superbi, a la diletta sposa
Eresse il gran Giovanne, e l'ha bagnati
Ognor del pianto suo pioggia dogliosa.
Ma perché son indegni aver ascosa
La beltà che rapiro i cieli ingrati,
E vile anco saria tomba pomposa
D'alabastri più degni, e più pregiati,
De lo sposo infelice in mezzo al core
A la sposa gentil potente mago
Degna tomba formò l'industre Amore.
E questo marmo, ov'è l'amato e vago
Velo mortal, quasi un succiso fiore,
Del verace sepolcro è finta imago.