Donna, mentre talor ver me volgete
Con soave saluto il dolce viso,
Vibran le luci amorosette e liete
Tra vaghi lampi un teneretto riso.
Del vano ardir di questo cor anciso,
Che tant'alto aspirò, forse ridete?
O perché al volto mio fioco e conquiso
L'alma vostra beltà scritta leggete?
Novi riti di strazio, e forme nove,
Mentre il riso cortese i petti ancide,
Il mio spirto dolente avien che prove.
Or che faranno, ohimè, gli aspri furori
Di questo empio Idol mio, s'allor che ride,
E benigno e crudel, dà morte ai cori?