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1592–1670

XXXIX*

Scipione Errico

Donna, mentre talor ver me volgete Con soave saluto il dolce viso, Vibran le luci amorosette e liete Tra vaghi lampi un teneretto riso.

Del vano ardir di questo cor anciso, Che tant'alto aspirò, forse ridete? O perché al volto mio fioco e conquiso L'alma vostra beltà scritta leggete?

Novi riti di strazio, e forme nove, Mentre il riso cortese i petti ancide, Il mio spirto dolente avien che prove. Or che faranno, ohimè, gli aspri furori

Di questo empio Idol mio, s'allor che ride, E benigno e crudel, dà morte ai cori?

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XXXIX* · Scipione Errico · Poetry Cove