Scipio, l'aquila tua non stral sonoro
Di Saturno al figliol addur si vede,
Ma portar preghi, e riportar mercede
De l'alme pie dal gran purpureo Coro.
Il Drago tuo del favoloso Moro
Non al ricco giardino in guardia siede,
Ma il giardin custodisce, ove risiede
De' favori del ciel tutto il tesoro.
Al tuo gran zio tu gran nepote innante
Orator grato, e intercessor facondo,
Fiume a noi fai versar di grazie sante.
Anzi, quando talor del ciel al pondo
È molto oppresso il tuo celeste Atlante,
Tu soccorso gli porgi Ercol secondo.