Skip to content
1592–1670

XXVII

Scipione Errico

Marte gentil, che dal bel viso fuori Lume d'alta beltà vibri e saetti, Tu cingi il brando, e con ordigni eletti Splende il bel pomo suo d'aurei lavori.

Con aureo strale in vaghi e dolci ardori Usa ferire il cieco Nume i petti; Con aurea spada tu garzon alletti, D'amoroso desio ferendo i cori.

Già per sì degne, e placide ferite, Corrono a stuol con desiose penne A la spada gentil l'alme invaghite. Chi sa se il pomo d'oro è quel ch'ottenne

Vener tua madre in quella antica lite, Vago Cupido, e poscia tuo divenne?

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXVII · Scipione Errico · Poetry Cove