"Che veggio? Or quai vaghezze oggi appariro,
Che indizii son d'alte bellezze interne?
Non formar tai concenti unqua s'udiro,
Né si vaghe rotar le sfere eterne.
Più non dimori in terra un sì bel giro,
Ma facci adorne le maggion superne;
E dal candor di quelle nevi intatte
Si figuri nel ciel strada di latte".