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1592–1670

XXVI

Scipione Errico

Questo Marte amoroso, Amor guerriero, Ch'ha d'onor, di beltà vivi splendori, Si cinge il brando, e vezzosetto e fiero Ancide, ohimè, per doppia morte i cori.

Marte Venere il crede alor ch'altiero Spira d'invitto ardir focosi ardori, E figlio il pensa alor che lusinghero Mostra quei vivi, e tremoli candori.

Con gemina virtù ciascuno è anciso Dal bel garzon, che par che sfidi e alletti, Mentre il ferro lampeggia, e ride il viso. E 'l bel volto e la man con egual vanto,

Dolce ferendo in vaga foggia i petti, Traggon diversamente e sangue e pianto.

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