Skip to content
1592–1670

XXIV

Scipione Errico

Lilla, che per un suo bel giocatore Lo spirto avea tra duri lacci avvinto: Teco spende, diceva, il mio Giacinto, Felicissima palla, i giorni e l'ore.

Palla, imago sei tu di questo core, Ch'a lui sen va dal bel desio sospinto, Ma, lasso, in un momento indietro è spinto Da la candida man priva d'amore.

Aventuroso globbo, a te pur lice Toccar la bella e delicata mano, Ciò ch'a ben mille amanti, ohimè, disdice. Ogni globbo immortal del ciel sovrano

Brama col tuo sì degno, e sì felice Il suo stato cangiar, ma brama invano.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXIV · Scipione Errico · Poetry Cove