Lasciò gli dardi, e con un dente Amore
Colpi mi diè più velenosi e fieri,
E riconobbi a pien con mio dolore
Come gli altri armi suoi son men severi.
Già seminò di Colco il vincitore
I denti, e n'uscir fuor strani guerrieri,
E posto un nobil dente entro il mio core,
Sorgon mille amorosi alati arcieri.
Novo dardo d'Amor, dardo potente,
Hai tu le penne d'un gentil cinabro,
E la piaga, e l'aita unitamente:
Perché con vaga industria Amor il fabro,
Mentre ferisce un vezzosetto dente,
Pose la medicina entro quel labro.