Il capo, ov'ha bellezza il trono alzato,
Offese ed impiagò legno cadente,
Ma rose ivi fiorir parver repente,
Come col piè di Citerea piagato.
Ah, ferir sì dovea quel sasso ingrato
Del petto, che d'amor piaga non sente.
Ma che? Fortuna or improvisamente
Degli amanti l'oltraggio ha vendicato.
Perché, spreggiando questa ogn'aureo strale,
A cieca Diva il cieco Iddio concesse
Ferir costei, ch'altri ferir non cale.
E convenia ch'ella, che atroci e spesse
Fea piaghe ai cor, per premio a l'opre eguale
Tal corona di sangue in capo avesse.