Sasso uscito, cred'io, da gl'imi orrori
Venne a la vaga bocca, e fece offesa
A la bella ch'Amor aveva tesa
Imperlata catena a mille cori.
La ruppe, e cadder giù senza difesa
Miste le perle a' bei sanguigni umori,
E da purpurei, ohimè, fieri colori
La porpora de' labbri aspersa è resa.
Mal dritto in ver di cieca sorte effetto:
Tal piaga a quel più tosto convenia
Contra colpi d'Amor sì duro petto.
Colpinsi i denti pur, con che feria
D'anime un stuol, che con acceso affetto
A quel varco di gemme ognor venia.