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1592–1670

XL*

Scipione Errico

Sasso uscito, cred'io, da gl'imi orrori Venne a la vaga bocca, e fece offesa A la bella ch'Amor aveva tesa Imperlata catena a mille cori.

La ruppe, e cadder giù senza difesa Miste le perle a' bei sanguigni umori, E da purpurei, ohimè, fieri colori La porpora de' labbri aspersa è resa.

Mal dritto in ver di cieca sorte effetto: Tal piaga a quel più tosto convenia Contra colpi d'Amor sì duro petto. Colpinsi i denti pur, con che feria

D'anime un stuol, che con acceso affetto A quel varco di gemme ognor venia.

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