Quando Livia cadeo,
A cui pare non fia che il mondo trove,
Pianse la terra sendo
Priva d'un tanto bene:
Mostrò l'interne pene
Il pargoletto Amore,
Ch'errar fu visto or qua or là gemendo,
Ravvivar non sapendo
L'estinta face altrove
Che ne le luci belle
Ch'oscurar già solean le chiare stelle.
E l'acerbo dolore
Non già misero infinse
L'amante acceso core,
Cui la dolcezza, e non l'ardor s'estinse.
Ma sola rise la Ciprigna dea,
Morta lei che in beltà vinta l'avea.