Deh mira, alma pentita,
Del tuo Signor le membra,
Che vita soglion dar, prive di vita,
E 'l tuo fallir rimembra.
Ecco il bel corpo e sangue,
Che sopra un duro tronco, ahi doglia, langue.
E la rosa divina
Del suo leggiadro viso,
Onde lieto gioisce il Paradiso,
Ecco smorta s'inchina
Col suo natio rossore
Trasmutato in pallore,
Onde sol rosa, ohimè, dirsi conviene,
Perché spine pungenti intorno tiene.