Skip to content
1240–1300

XXXVI.

Rustico Filippi

Merzé, madonna, non mi abandonate, e non vi piaccia ch'io stessi m'aucida; poi che venne da voi questa amistate, dovetemi esser donna, porto e guida.

Durar non posso più, se mi tardate conven per ben la morte mi conquida. Oi amorosa somma di bieltate, piacciavi ch'io diporti e giochi e rida.

In voi è la mia morte e la mia vita: oi, donna mia, traetemi di pene; se nol fate, la vita a mort'è gita. E se di me, madonna, a voi sovene,

la mia faccia dogliosa e scolorita ritornerà 'n istato di gran bene.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XXXVI. · Rustico Filippi · Poetry Cove