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1240–1300

LV.

Rustico Filippi

Graza e merzé vi chero e a voi mi rendo, donna, ch'io per neiente non son degno; l'amoroso consiglio vostro prendo, sperando venire nel vostro regno.

E s'io aggio fallato, al vostro amendo son, di voi, donna, mio core e sostegno; e s'io lamento e doglio e non atendo, ormai di più doler muto divegno.

La vostra doglia sia la doglia mia, e la mia doglia metto 'n ubrianza; più pene sofero ch'io non sofria: ma non, mia donna, che paia sembianza.

Gentile ed amorosa più che sia, a voi rendo merzé d'esta inoranza.

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