Avendomi, Rosello, a torto offeso,
qui t'ho risposto per le rime propi;
non bolle il sol sì sopra gli Etiopi
com'io fo verso te coll'arco teso.
Tu non hai ben questo mestieri appreso
con favole d'Ovidio e versi esopi,
sicché convien che 'l mastro il cul ti scopi,
avendo il tempo tuo sì male speso.
Ben puoi dolente maladir la culla
della tuo prima impronta del covile,
po' che virtù non ha tuo conoscenza.
Disutil brobrio, bestia di porcile,
sterile, alida, bretta, nuda e brulla,
dove alignar non può buona semenza,
la tuo sozza presenza
non mente in te di stolto e scellerato.
Or godi, Roma, di cotal prelato!