Rosel, per rimbeccarti a fronte a fronte
di rime e versi io m'armo e abbertesco,
e per meglio streghiarti 'l guidalesco
rustico paltonier, asin di monte;
civetta, che pur miri in orizzonte,
se la loggia, il bordello e 'l buco 'nvesco
e con teste e mucin, baro, t'aesco,
o tosor di monete e foglie e 'mpronte.
Io godo perché par che tu ti roda,
mentre per troppi affanni vòta e 'nsana,
da guarirti san Pietro e santo Gianni.
Tu nascesti la notte di Befana,
quando ogni bestia legata si snoda
e insieme parlan senza Turcimanni.
El vin che tu tracanni,
porco da broda, la sera e 'l mattino,
farneticar ti fa, schiavo aretino.