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1399–1451

Sonetto di messer Rosello al Burchiello

Rosello Roselli

Burchiello, or son le nostre poste sconte e di giucar con teco io sì me n'esco, perché non se' toscan né buon francesco, né nato in bel paese d'Aspramonte.

Figliuol fusti per certo d'Acheronte, tanto ogni tuo costume è asinesco, e, parlando corretto, anzi mulesco, avendo a morder sol parole pronte

Sicché statti pur fitto nella broda, seguitando all'usato gente vana con tuo doglia infinita e molti affanni, e per soccorso aspetta la campana,

la qual faren sonare al nostro Boda per porre fine a' tuo gravosi danni. Ma fa' che non lo inganni: dirai che 'l panno fu di San Martino

di quel che tu facesti al masculino.

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