Rosel, tu toccherai dimolte cionte,
sì rivolto a' tuo versi sto in cagnesco
e rime inaudite in versi pesco
per dir le tuo magagne non racconte.
Band'hai dalla loggia Buondelmonte,
barattier, baro in abito arcivesco;
ohimè, ti dia Dio, bene sta' fresco,
spedale o chiesa, ove tu sia visconte.
A macca de' lor ben convien che goda
la gola, e dadi, il pivo e la puttana:
son le taverne e' bordelli e tuo scanni.
La casa tua di Soddoma ruffiana
tutta la notte e 'l dì imbott'olio e froda,
sì che ristora il car de' passati anni.
Che Minòs ti condanni
con una lancia in cul d'un paladino,
sì come un pesce di mazza marino!