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1399–1451

LXXIII

Rosello Roselli

Quello ch'occhio non vede o veder possa se non per lungo tempo e con affanno, ohimè, misero me, quant'è 'l mio danno, mi consuma le polpe, i nervi e l'ossa!

Questa pena crudele onde sia mossa sallo Amor sol, che vede ond'io m'inganno più ogni giorno, e nel tredecimo anno intrato son dal dì ch'io fui in sua possa.

Ben è infelice amante chi tanto ama e con vane speranze in pianti e doglia mor mille volte el dì, né nulla el preme, e non cognosce alfin ciò che se voglia

ed ha in odio se stesso, e quel che brama or fugge or cerca, e di trovarlo teme.

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LXXIII · Rosello Roselli · Poetry Cove