Io veggio Morte ch'a nisciun perdona
e che 'l tempo ci togli ognor la vita
e che, quanto più vivo, più espedita
trovo la via, ch'a Morte ci sperona.
E so che quando Amore omo imprigiona,
el servo non può far da lui partita;
e, se prima non salda la ferita,
di spregionarsi invano si ragiona.
E cognosco el mio male e la gran pena
e che di me si dice quel ch'om vole
e che m'è poco onore esser suggetto.
Ma chi può contra el cielo? Io non ho lena
d'aitarmi da lui, e sotto il sole
non fu né serà mai chi sia perfetto.