Lontan da le fiorite amate sponde
Muovo doglioso e sospirando i passi
Sopra le spalle e i crin, tra sterpi e sassi,
Del vecchio monte che 'l mio sol m'asconde:
Gl'occhi più spesse ognor, più calde l'onde
Versan dolenti affaticati e lassi,
Carchi d'oscurità, di luce cassi;
Et io privo di fior, carco di fronde.
Ma s'a guisa del troppo audace figlio
L'usato suo sentier non erra il sole,
E con sua luce il ciel più lieto adorni,
Spero cangiare in più sereni giorni
I giorni foschi, e ' pianti e le parole
A l'apparir del mio gradito Giglio.