Quando benigno al gran Filippo, e pio
E largo il ciel si dimostrò de' suoi
Più rari doni, allor pregò che poi
Al fato buon gli succedesse il rio.
Ma sia lontano, o Cosmo illustre e mio
Caro signor, chi può men liete a voi
Arrecar l'ore, e far men lieti noi,
E sienvi amici e la Fortuna e Dio:
Questa mai sempre a' bei desir seconde
Giri le ruote, e quel riponga il freno
Al fato averso, e gli ripieghi l'ale,
Questa le chiome a voi spiegate e bionde
Porga, e vi faccia qui tra noi non meno
Felice che nel ciel quello immortale.