Il dolce foco, ond'io già lieto ardea,
Che nel mio cor da duo begl'occhi scese,
Che sdegno intepidì, mia fé raccese,
Per cui cantar e lacrimar dovea,
Non vuol ch'io taccia i bei pensier ch'avea
Nell'alma accolti, e l'amorose offese,
Né come Donna qui dal ciel discese
Più bella o cruda, o più gentil o rea.
Spirti benigni, adonque in voi perdono
Ritruovi il suon di mia cetra amorosa,
In cui risuona di mia Donna il nome.
Ché co' dolci sospir con ch'io ragiono
Bramo di far un crudo cor pietoso,
E non di fronde ornar l'indegne chiome.