Oh speme, oh gloria del romano Impero
Che al gran tempio di Pier volgi le piante,
Giunto alle soglie venerate e sante
T'arresta nel regal portico altero.
Qua Costantin, che attonito il destriero
Ferma al fulgor che gli balena innante:
Mira il Magno colà, che trionfante
Rende al Tebro la calma, i dritti a Piero.
Se il simulacro lor tuo sguardo alletta,
Sappi che Roma non ammira in vano
In te d'entrambi la pietà ristretta.
Atto ha il grand'atrio a la gran piazza il vano
Altra a capir marmorea immago eretta
Al terzo difensor del Vaticano.