Non più, Nice, qual pria, da quel momento
Ch'io ti vidi e t'amai, penso e ragiono:
Già sprezzator d'ogni grandezza, or sento
Ch'odio il destin perché negommi un trono.
Per cento (il so) serve province e cento
Miglior non diverrei di quel che or sono;
Ma un impero io potrei (che bel contento!)
Offrirti allor, cara mia fiamma, in dono.
Ah del mio core almen, del mio pensiero
L'impero accetta, e non mirar ch'ei sia
Troppo scarso per te povero impero;
Ché se fosse real la sorte mia,
Avresti allor più vasto regno, è vero;
Ma più tuo, ma più fido ei non saria.