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1698–1782

XXIV

Pietro Metastasio

Quanto ingiusto, o miei fogli, è il Ciel con noi! Dolce è la vostra, è la mia sorte amara: Sol tocca a me tutto il sudore, e poi Tocca a voi soli ogni mercé più cara.

Stanca in voi la mia Nice i lumi suoi; A me d'un guardo è la mia Nice avara: Mille affetti nel cor prova per voi, A provarne un per me mai non impara.

Chiama oscuri i miei sensi, i vostri intende: Voi seco ognor, raro son io con lei: Amor vanta per voi, del mio s'offende. E vuol ch'io scriva! e di mia mano, oh dèi!

Che aggiunga a' miei rivali ancor pretende (Quasi pochi io ne soffra) i versi miei.

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