Quanto ingiusto, o miei fogli, è il Ciel con noi!
Dolce è la vostra, è la mia sorte amara:
Sol tocca a me tutto il sudore, e poi
Tocca a voi soli ogni mercé più cara.
Stanca in voi la mia Nice i lumi suoi;
A me d'un guardo è la mia Nice avara:
Mille affetti nel cor prova per voi,
A provarne un per me mai non impara.
Chiama oscuri i miei sensi, i vostri intende:
Voi seco ognor, raro son io con lei:
Amor vanta per voi, del mio s'offende.
E vuol ch'io scriva! e di mia mano, oh dèi!
Che aggiunga a' miei rivali ancor pretende
(Quasi pochi io ne soffra) i versi miei.