Illustre mano, a esaminare eletta
La spoglia onde superbo è il nostro niente,
Qual di te man più fida e più perfetta
L'orme seguì che le segnò la mente?
Vedete come il breve acciar lucente
Nelle latebre più riposte affretta,
Dove la morte squallida e dolente
L'amaro dì del suo trionfo aspetta.
Ah se m'additi quanto il nodo è frale
A cui s'attiene il fil de' giorni miei,
Il cor m'ingombri di terror mortale!
Ma quel che puoi se mostri, e quel che sei,
Veggo che al fato il tuo saper prevale,
E acquisto più valor che non perdei.