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1698–1782

XIII

Pietro Metastasio

Scrivo in te l'amato nome Di colei per cui mi moro Caro al sol, felice alloro, Come Amor l'impresse in me.

Qual tu serbi ogni tua fronda, Serbi Clori a me costanza: Ma non sia la mia speranza Infeconda al par di te.

Or, pianta avventurosa, Or sì potrai fastosa L'aria ingombrar con le novelle chiome; Or crescerà col tronco il dolce nome.

Te delle chiare linfe Le abitatrici ninfe; Te dell'erte pendici Le ninfe abitatrici e gli altri tutti

Agresti numi al rinnovar dell'anno Con lieta danza ad onorar verranno. Del popolo frondoso A te sommessi or cederan l'impero

Non sol gli elci, gli abeti, Le roveri nodose, i pini audaci, Ma le palme idumee, le querce alpine. Io d'altra fronda il crine

Non cingerò; non canterò che assiso All'ombra tua; dell'amor mio gli arcani Solo a te fiderò; tu sola i doni, Tu l'ire del mio bene,

Tu saprai le mie gioie e le mie pene. Per te d'amico aprile Sempre s'adorni il ciel; Né all'ombra tua gentile

Posi ninfa crudel, Pastore infido. Fra le tue verdi foglie Augel di nere spoglie

Mai non raccolga il vol; E Filomena sol Vi faccia il nido.

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