Di queste tazze al barbaro ornamento,
Della spoglia all'insolito lavoro
Ben si ravvisa, e al variato argento,
Qual fosse un tempo il possessor di loro.
Con queste il Trace alle rapine intento,
Qualor l'ire sprezzò d'Austro e di Coro
Scorrendo per l'instabile elemento,
Dall'infame sudor prendea ristoro.
Ed ora a me, dopo sì gran viaggio,
Del castalio licor ministre sono,
Se è ver, dotto Semiro, il tuo presaggio.
Ah voglia il Ciel che de' miei carmi il suono
Divenga tal, che non ne senta oltraggio
Il vaticinio, il donatore e il dono.