Dal primo dì che del Fattore eterno
Uscì di man questa terrestre mole,
Nacque l'invidia; e vide nuovo il sole
Di sangue satollar l'odio fraterno.
Propagata è la peste: e tal governo
Fa pur di noi contaminata prole,
Che, in vece d'allegrarsi, ognun si duole
De' pregi altrui come di proprio scherno.
Ma quando tu degli avi tuoi su l'orme
E premi aduni e merito verace,
Come fuor del suo stil l'invidia dorme!
Deh l'arte ond'ella e s'avvilisce e tace
Insegna al mondo: e alle tue sagge norme
L'agitata virtù dovrà la pace.