No, perdonami, o Clori, io non intendo Quest'ingiusta ira tua. Che dissi al fine? Qual è la colpa mia? Dissi ch'io t'amo; Il mio ben ti chiamai. Questo ti sembra
Un delitto sì nero? Ah, se l'amarti Rende un cor delinquente, Chi mai non ti mirò solo è innocente. Trova un sol, mia bella Clori,
Che ti parli e non sospiri, Che ti vegga e non t'adori: E poi sdegnati con me. Ma perché fra tanti rei
Sol con me perché t'adiri? Ah, se amabile tu sei, Colpa mia, crudel, non è. Plàcati, o pastorella,
Ritorna a farti bella. Ah non sai come Ti sfigura quell'ira! A me nol credi? Specchiati in questa fonte. È ver? T'inganno? Riconoscer ti puoi? quel fosco ciglio,
Quella rugosa fronte, Quell'aria di fierezza Non scema per metà la tua bellezza? Vi son per vendicarti,
Vi son pure altre vie. Se il dirti: ‘Io t'amo’, Se il chiamarti mio bene oltraggi sono, Oltraggiami tu ancora: io ti perdono. Sopporterò con pace
Anch'io da te... Ma tu sorridi? Oh riso Che m'invola a me stesso! Spècchiati, Clori mia, spècchiati adesso. Guarda quanta bellezza
Quel riso accresce al tuo sembiante! Or pensa Che faria la pietà! Confesso anch'io Che d'un volto ridente è grande il vanto: Ma un bel volto pietoso è un altro incanto.
Torna in quell'onda chiara Solo una volta ancora, Torna a mirarti, o cara, Ma in atto di pietà.
Mille nel volto allora Nuove bellezze avrai; Più que' vezzosi rai Sdegno non turberà.
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