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1698–1782

SCENA SETTIMA

Pietro Metastasio

Grazie, o numi crudeli! Or non mi resta Più che temer. Della miseria umana Questo è l'ultimo segno. Ho già perduto Quanto perder potevo. Ho già tradito

L'amicizia, l'amor, Vitellia e Tito. Uccidetemi almeno, Smanie che m'agitate, Furie che lacerate

Questo perfido cor. Se lente siete A compir la vendetta, Io stesso, io la farò. Sesto, t'affretta!

Tito brama... Lo so, brama il mio sangue: Tutto si verserà. Ferma! Che dici?

Tito chiede vederti. Al fianco suo Stupisce che non sei, che l'abbandoni In periglio sì grande. Io!... Come?... E Tito

Nel colpo non spirò? Qual colpo? Ei torna Illeso dal tumulto. Eh! tu m'inganni:

Io stesso lo mirai cader trafitto Da scellerato acciaro. Dove? Nel varco angusto, ove si ascende

Quinci presso al Tarpeo. No, travedesti: Tra il fumo e fra il fumulto, Altri Tito ti parve.

Altri? E chi mai Delle cesaree vesti Ardirebbe adornarsi? Il sacro alloro, L'augusto ammanto...

Ogni argomento è vano: Vive Tito ed è illeso. In questo istante Io da lui mi divido. Oh dèi pietosi!

Oh caro prence! oh dolce amico! Ah! lascia Che a questo sen... Ma non m'inganni? Io merto Sì poca fé! Dunque tu stesso a lui

Corri e 'l vedrai. Ch'io mi presenti a Tito Dopo averlo tradito? Tu lo tradisti?

Io del tumulto, io sono Il primo autor. Come! Perché? Non posso

Dirti di più. Sesto è infedele! Amico M'ha perduto un istante. Addio. M'involo

Alla patria per sempre. Ricordati di me. Tito difendi Da nuove insidie. Io vo ramingo, afflitto A pianger fra le selve il mio delitto.

Fermati! Oh dèi! Pensiam... Senti. Fin ora La congiura è nascosta; ognuno incolpa Di quest'incendio il caso: or la tua fuga Indicar la potrebbe.

E ben, che vuoi? Che tu non parta ancor, che taccia il fallo, Che torni a Tito, e che con mille emendi Prove di fedeltà l'error passato.

Colui, qualunque sia, che cadde estinto, Basta a scoprir... Là dov'ei cadde, io volo. Saprò chi fu; se il ver si sa; se parla

Alcun di te. Pria che s'induca Augusto A temer di tua fé, potrò avvertirti: Fuggir potrai. Dubbio è 'l tuo mal, se resti; Certo, se parti.

Io non ho mente, amico, Per distinguer consigli. A te mi fido. Vuoi ch'io vada? anderò... Ma Tito, oh numi! Mi leggerà sul volto.

Ogni tardanza, Sesto, ti perde. Eccomi, io vo... Ma questo Manto asperso di sangue?

Chi quel sangue versò? Quell'infelice Che per Tito io piangea. Cauto l'avvolgi,

Nascondilo e t'affretta. Il caso, oh Dio! Potria... Dammi quel manto: eccoti il mio.

Corri: non più dubbiezze. Fra poco io ti raggiungo. Io son sì oppresso, Così confuso io sono,

Che non so se vaneggio o se ragiono.

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