No, così scellerato
Il mio Sesto non credo. Io l'ho veduto
Non sol fido ed amico,
Ma tenero per me. Tanto cambiarsi
Un'alma non potrebbe. Annio, che rechi?
L'innocenza di Sesto,
Come la tua, di', si svelò? Che dice?
Consolami.
Ah! siggnor, pietà per lui
Io vengo ad implorar.
Pietà! Ma dunque
Sicuramente è reo?
Quel manto, ond'io
Parvi infedele, egli mi diè. Da lui
Sai che seppesi il cambio. A Sesto in faccia,
Esser da lui sedotto
Lentulo afferma, e l'accusato tace.
Che sperar si può mai?
Speriamo, amico,
Speriamo ancora. Agl'infelici è spesso
Colpa la sorte; e quel che vero appare,
Sempre vero non è. Tu ne hai le prove:
Con la divisa infame
Mi vieni innanzi; ognun t'accusa: io chiedo
Degl'indizi ragion; tu non rispondi,
Palpiti, ti confondi... A tutti vera
Non parea la tua colpa? E pur non era.
Chi sa? Di Sesto a danno
Può il caso unir le circostanze istesse,
O somiglianti a quelle.
Il Ciel volesse!
Ma se poi fosse reo?
Ma, se poi fosse reo, dopo sì grandi
Prove dell'amor mio; se poi di tanta
Enorme ingratitudine è capace,
Saprò scordarmi appieno
Anch'io... Ma non sarà: lo spero almeno.