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1698–1782

SCENA QUINTA

Pietro Metastasio

Serbate, o dèi custodi Della romana sorte, In Tito, il giusto, il forte, L'onor di nostra età.

Voi gl'immortali allori Su la cesarea chioma, Voi custodite a Roma La sua felicità.

Fu vostro un sì gran dono; Sia lungo il dono vostro; L'invidii al mondo nostro Il mondo che verrà.

Serbate, o dèi custodi Della romana sorte, In Tito, il giusto, il forte, L'onor di nostra età.

Del più sublime soglio L'unico frutto è questo: Tutto è tormento il resto, E tutto è servitù.

Che avrei, se ancor perdessi Le sole ore felici Che ho nel giovar gli oppressi, Nel sollevar gli amici,

Nel dispensar tesori Al merto e alla virtù?

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SCENA QUINTA · Pietro Metastasio · Poetry Cove