Publio, che inaspettato
Accidente funesto!
Ah, voglia il Cielo
Che un'opra sia del caso, e che non abbia
Forse più reo disegno
Chi destò queste fiamme!
Ah! tu mi fai
Tutto il sangue gelar.
Torna, o Servilia,
A' tuoi soggiorni e non temer. Ti lascio
Quei custodi in difesa, e corro intanto
Di Vitellia a cercar. Tito m'impone
D'aver cura d'entrambe.
E ancor di noi
Tito si rammentò?
Tutto rammenta;
Provvede a tutto; a riparare i danni,
A prevenir le insidie, a ricomporre
Gli ordini già sconvolti... Oh, se il vedessi
Della confusa plebe
Gl'impeti regolar! Gli audaci affrena;
I timidi assicura; in cento modi
Sa promesse asoprar, minacce e lodi.
Tutto ritrovi in lui: ci vedi insieme
Il difensor di Roma,
Il terror delle squadre,
L'amico, il prence, il cittadino, il padre.
Ma, sorpreso così, come ha saputo...
Eh! Servilia, t'inganni:
Tito non si sorprende. Un impensato
Colpo non v'è, che nol ritrovi armato.