Che orror! che tradimento!
Che nera infedeltà! Fingersi amico,
Essermi sempre al fianco, ogni momento
Esiger dal mio core
Qualche prova d'amore; e starmi intanto
Preparando la morte! Ed io sospendo
Ancor la pena? e la sentenza ancora
Non segno?... Ah! sì, lo scellerato mora.
Mora!... Ma senza udirlo
Mando Sesto a morir?... Sì, già l'intese
Abbastanza il Senato. E s'egli avesse
Qualche arcano a svelarmi? Olà! (S'ascolti,
E poi vada al supplizio). A me si guidi
Sesto. E' pur di chi regna
Infelice il destino! A noi si niega
Ciò che a' più bassi è dato. In mezzo al bosco
Quel villanel mendico, a cui circonda
Ruvida lana il rozzo fianco, a cui
E' mal fido riparo
Dall'ingiurie delciel tugurio informe,
Placido i sonno dorme,
Passa tranquillo i dì, molto non brama,
Sa chi l'odia e chi l'ama, unito o solo
Torna sicuro alla foresta, al monte,
E vede il core a ciascheduno in fronte.
Noi fra tante grandezze
Sempre incerti viviam; ché in faccia a noi
La speranza o il timore
Su la fronte d'ognun trasforma il core.
Chi dall'infido amico... Olà!... chi mai
Questo temer dovea?