(Ecco il mio prence. Oh, come
Mi palpita, al mirarlo, il cor smarrito!)
Sesto, mio caro Sesto, io son tradito!
(Oh rimembranza!)
Il crederesti, amico?
Tito è l'odio di Roma. Ah! tu che sai
Tutti i pensieri miei, che senza velo
Hai veduto il mio cor, che fosti sempre
L'oggetto del mio amor, dimmi se questa
Aspettarmi io dovea crudel mercede!
(L'anima mi trafigge e non sel crede).
Dimmi: con qual mio fallo
Tant'odio ho mai contro di me commosso?
Signor...
Parla.
Ah! signor, parlar non posso.
Tu piangi, amico Sesto: il mio destino
Ti fa pietà. Vieni al mio seno. Oh, quanto
Mi piace, mi consola
Questo tenero segno
Della tua fedeltà!
(Morir mi sento:
Non posso più. Parmi tradirlo ancora
Col mio tacer. Si disinganni appieno).