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1698–1782

SCENA NONA

Pietro Metastasio

(Ecco il mio prence. Oh, come Mi palpita, al mirarlo, il cor smarrito!) Sesto, mio caro Sesto, io son tradito! (Oh rimembranza!)

Il crederesti, amico? Tito è l'odio di Roma. Ah! tu che sai Tutti i pensieri miei, che senza velo Hai veduto il mio cor, che fosti sempre

L'oggetto del mio amor, dimmi se questa Aspettarmi io dovea crudel mercede! (L'anima mi trafigge e non sel crede). Dimmi: con qual mio fallo

Tant'odio ho mai contro di me commosso? Signor... Parla. Ah! signor, parlar non posso.

Tu piangi, amico Sesto: il mio destino Ti fa pietà. Vieni al mio seno. Oh, quanto Mi piace, mi consola Questo tenero segno

Della tua fedeltà! (Morir mi sento: Non posso più. Parmi tradirlo ancora Col mio tacer. Si disinganni appieno).

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