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1698–1782

SCENA DODICESIMA

Pietro Metastasio

Vedrai, Tito, vedrai che al fin sì vile Questo volto non è. Basta a sedurti Gli amici almen, se ad invaghirti è poco Ti pentirai...

Tu qui, Vitellia? Ah! corri: Va Tito alle tue stanze. Cesare! E a che mi cerca? Ancor nol sai?

Sua consorte ti elesse. Io non sopporto, Publio, d'esser derisa. Deriderti! Se andò Cesare istesso

A chiederne il tuo assenso. E Servilia? Servilia, Non so perché, rimane esclusa.

Ed io... Tu sei la nostra Augusta. Ah! principessa, Andiam: Cesare attende. Aspetta. (Oh dèi!)

Sesto?... (Misera me!) Sesto?... E' partito. Publio, corri... raggiungi... Digli... No. Va più tosto... (Ah! mi lasciai Trasportar dallo sdegno). E ancor non vai?

Dove? A Sesto. E dirò? Che a me ritorni;

Che non tardi un momento. Vado. (Oh, come confonde un gran contento!)

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SCENA DODICESIMA · Pietro Metastasio · Poetry Cove