Seguitando il costume,
Signor, due cose a terminar vi sono:
Rendervi grazie e dimandar perdono;
Ma i miei compagni ed io,
Con disegno più scaltro,
Pensiamo di non far né l'un né l'altro.
Grazie non vi rendiamo;
Ché se far lo vogliamo
A proporzion della clemenza vostra,
Mai non si finirebbe;
E poi dubbio sarebbe
Se quel che più vi tedia
Fosse il ringraziamento o la commedia.
Non domandiam perdono,
Perché il debito nostro abbiam compito,
Né si perdona a chi non ha fallito:
Ché se il proverbio è vero,
Che debba far ciascuno il suo mestiero,
Il nostro, già si sa,
È quello di annoiar Sua Maestà.
Né facciamo altra cosa,
Cantando in versi, o recitando in prosa.