Orgoglioso fiumicello,
Chi t'accrebbe i nuovi umori?
Ferma il corso, io vado a Clori;
Scopri il varco, a Clori io vo.
Già m'attende all'altra sponda:
Lascia sol ch'io vada a lei;
Poscia inonda i campi miei,
Né di te mi lagnerò.
Ma tu cresci frattanto.
Il giorno s'avvicina, ecco l'aurora;
Clori m'attende, ed io m'arresto ancora.
Invido fiume! e quando
Meritai tanto sdegno? Io dal tuo letto
Allontanai gli armenti; io sol contesi
A Filli ed a Licori
Del tuo margine i fiori; io spesso, ingrato,
Per non scemarti umor, numi, il sapete,
Poche stille ho negate alla mia sete.
Se ignoto altrui non sei,
Opra è de' versi miei. Se passi ombroso
Infra gli estivi ardori,
In su le sponde io t'educai gli allori.
Allor bagnavi appena
La più depressa arena; un picciol ramo
Svelto dal vento a un arboscel vicino
Era impaccio bastante al tuo cammino.
Ed or, cangiato in fiume,
Gonfio d'acque e di spume
Strepitoso rivolgi arbori e sassi,
Sdegni le sponde, e non m'ascolti, e passi.
Ma tornerai fra poco,
Povero ruscelletto,
Del polveroso letto
Fra' sassi a mormorar.
Ti varcherò per gioco,
Disturberò quell'onde,
Torbido fra le sponde
Farò che vadi al mar.