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1698–1782

INNO A SAN GIULIO

Pietro Metastasio

Giulio, splendor de' martiri, Di morte sprezzator, Speme, sostegno, amor De' tuoi divoti:

Propizio ah! tu dal ciel D'un popol fedel Seconda i voti. Tu che in età sì tenera

Eletto a guerreggiar, Non abile a pugnar Vincer sapesti: Nel nostro imbelle cor

Parte del tuo valor Fa che si desti. Tu, che per man del barbaro Che teco incrudelì

Su l'alba de' tuoi dì Giungesti a sera, Ne affretta a dar di fé Su l'orme del tuo piè

Prova sincera. Tu, che seguace ed emulo De' prodi Maccabei Conti fra' tuoi trofei

L'ira d'un empio, Insegnane a soffrir, Accendine a seguir Sì grande esempio.

Tu, che d'offrirti in vittima Al sommo eterno Ben D'Isacco avesti in sen Tutto il desio,

Fa che ciascun di noi Offra gli affetti suoi Vittime a Dio. Tu, che d'Abele il merito

Potesti conseguir E vivere e morir Sempre innocente, Fa che de' tuoi candor

In noi sfavilli ognor La brama ardente. Tu, che nel ciel t'illumini A' rai del primo Ver,

E puoi per lui veder D'ogni alma i moti, Propizio ah! tu dal ciel D'un popolo fedel

Seconda i voti.

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