Da folto bosco al chiaro dì nemico
Spesso industre cultor elegge e toglie
Pianta che, trasportata in colle aprico,
Vuol che feconda in sua stagion germoglie.
Questa ad altra s'innesta, e nuove spoglie
Veste mercé del ministerio amico;
Onde ammira in se stesso il tronco antico
I nuovi frutti e le straniere foglie.
Comprendi, eccelsa donna, i detti miei?
Il cultore è colui che ne governa;
La selva è il mondo; e l'arboscel tu sei.
Fortunato arboscel, cui non alterna
L'anno ineguale i dì felici e rei,
Cui ride il ciel con primavera eterna!