Quel viso, al quale con mirabil arte
armato alberga Amore, e fa suo segio,
per questi monti, ond'or lasso mi vegio,
chiamandolno con penne, inchiostro e carte
che venga meco per l'ombrose parte
dov'io consumo, e sol non me nde avegio,
ma quanto più lo priego ognora e chiegio,
tanto più s'allontana e si diparte.
Sì ch'io son già com'orbo senza lume
che va colà dove fortuna il mena,
fuor di compagna alcuna e di conforto.
E son quella selvagia Filomena
che si lamenta e fa degli occhi fiume
tanto mi truovo lunge al mio diporto.