Di pogio in pogio errando i passi movo
or ch'è sì dolce il tempo e tace il vento,
cogliendo fiori et erbe, e son contento
esser in luoco a me silvestro e nuovo.
Qui scrivo, qui ragiono e qui rimuovo
un pensiero in un altro; e qui consento
sedermi solo all'ombra, e mai non sento
altro ch'Amor, che meco ognor lo truovo
Con lui ragiono e dico: se 'l sugetto
di sua potenzia piacer sol si chiama,
como arde e struge e pare altrui discaro?
Risponde:quanto con magior dispetto
è la cosa acquistata, tanto s'ama,
ché 'l dolce è giudicato per lo amaro.