Dinanzi al viso d'un'alma regale,
con quill'antico mio dolce signore
era mirando attento al suo valore,
poco apregiando il mundo cieco e frale,
quando udii dir: nel vincol maritale
presa è colei ch'al sol toglie splendore,
ond'io divenni come l'uom che more,
che cosa nulla a sua salute vale.
E come prima con suspir cantando
gioioso in fiamma vissi, omai piangendo
viverò, fuor d'ogn'altra speme amando.
E per la vita è 'l danno, e 'l vero intendo,
che perfida fortuna a l'uom va quando
il vede andar i fiur lieto cogliendo.