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1436–1508

XLVI

Pietro Jacopo De Jennaro

Stando di dolor carco e di disdegno ad un bel pogio, in sul levar del sole, soletto un giorno, timoroso e mesto come colui che per fatica suole

abandonar del mondo ogni disegno, avendo el viver suo quasi a molesto, che senza più sperar di quello o questo pose le membra sue sopra la terra,

così vinto dal sonno e dagli affanni e dall'aspra mia cruda e mortal guerra, che sotto a mille inganni par che se aduopre, né s'arresta mai,

tratto d'ogni pinsier m'adormentai. Né fui sì ratto dal sogno assaglito, ch'io vidi da man destra sopra l'erba una donna seder tutta pensosa;

questa mi parve in sé tanto soperba, che in un momento, senz'altro partito, vidila far or lieta or corucciosa. E poi, fuor d'ogni causa, disdegnosa

cominciò a lacerarsi el suo bel volto gridando, che s'udia ben di lontano; onde al suo folle et irato tomolto vidi venir pian piano

un'altra donna, che fu altera e bella, in vesta distracciata e vedovella. E cominciolli; a che tua voce grida, che star devresti lieta, alta e gioiosa,

né par che pensi al tuo felice stato? Loda la temperanzia luminosa del tuo bon caro alumno che te guida, el qual par che dal ciel sia germinato

S'io solo avesse un uom tanto dotato, ogi distracciarei mia negra gonna, credendo d'aver Cesere vicino et esser, come fui, detta madonna.

Dunque el tuo cittadino onora e per lui godi al mondo sola. Poscia partìose, senz'altra parola. Apresso un'altra donna in gonna d'oro,

accompagnata d'un leon selvagio, trasse al suo grido, e con prona eloquenzia li disse: o ceca, quanta invidia t'agio! Sallo el mio non valuto gran tesoro

e·ll'oziosa mia degna potenzia Non vedi che la natural prodenzia del tuo sagio figliol mi tiene il freno, tal che mio corso indietro fa redita?

Dogliome assai che 'l tuo stato sereno, insin ch'arà lui vita, non se vedrà da vero lamentarse; dopo, fiera ululando, ancor disparse.

Quivi mirando vidi da traverso venirne un'altra co una biscia in mano, in vista bellicosa e sempre audace, dicendo a·llei: or, se 'l tuo duolo è vano,

Italia sallo e tutto l'universo. Tu non te accorgi ch'al tuo grembo giace colui da cui procede nostra pace, però che 'l suo conseglio e sua fortezza

interrompe ogni acerbo, impio disire; o felice colui chi teme e prezza il bon governo e sire; felice patria ancor dove lui nacque!

Partìose poscia e 'l suo bel dir si tacque. Un'altra che sembrava in vista bella, sagace e pronta, in man traendo un giglio, ancor vi trasse, e con parlar benegno

disse: di certo mai forza o consiglio fatta m'avrebe star libera e snella nel mio comune stato ornato e degno, se no 'l tuo sagio e presago disegno,

anzi del tuo figliuol, qual, pria che 'l sole tre volte alberghi in casa del gran Marte, se 'l ciel la sua justizia al mondo cole, exalteratte in parte

che fia tua gloria eterna; or dunque tace. Poi n'andò via dove più andar gli piace. Come di notte navicella in mare, combattuta d'adversa e rapid'onda,

che giunta al porto posa ogni langore, così la prima donna assai gioconda in piè levossi, udito il bei parlare, che 'i fe' cognoscer suo perverso errore,

e cominciò: riguarda el tuo favore, o mente sciocca, e 'l tuo stato supremo e la virtù del mio singular figlio; né cosa più del mondo unquanco temo,

vivendo el suo consiglio. Dopo disparse, et io fui desto in modo che sol de rimembranza ancor ne godo. Senza temer invidia mostrarai,

canzon, tua facultate e tuo valore, nulla apregiando el vulgo e sito iudicio; e prima ch'ad alcun tu doni indicio delle cinque madonne, n'andarai

a quel giusto signore Diomedes, degno, per quant'io discerno, d'esser per fama in mille carte etterno.

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