Dopo che chiaro ho già compreso il fondo
del ben che speme mi porgea l'intrata,
trovo sì come egli era tormentata
la vita sotto un fel dolce e giocondo.
Lasso, che rimimbrando mi confondo
come l'età mia bella è transformata,
o fede, o mia speranza ogi scemata,
per cui rimango solo al cieco mondo.
Anima, dunque scrivi nel futuro
e nota quel che lagrimando parlo:
misero chi in altrui pone speranza.
E fugi, io te rincordo, di tastarlo,
se vuoi ch'io speri di varcar siguro
la vita ch'al morir sì poco avanza.