Io vegio il mondo in cotanta iniquizia
che la fé si consuma con l'inganno,
e quanto per virtù si prende affanno,
tanto par che l'occupe altrui malizia.
Amore e carità vince avarizia,
e quel ch'è più liale ha magior danno,
onde passato è 'l tempo e volto è l'anno
che l'uom si studiava in amicizia.
Dunque, colui che pace ama e disia,
si vuolga intorno e poi, come vuol tempo,
così presago, retto si conserbe.
Et io, che sotto a fede era a mal via,
ringrazio quel signor ch'a sì bon tempo
m'ha dimostrato l'aspido tra l'erbe.